Guida gratuita · Prezzi

Il preventivo
che si legge in due minuti

Sei modelli pronti da compilare, con dentro il processo di lavoro mese per mese, cosa è compreso e cosa no, e le righe che evitano le discussioni al terzo mese. In Word e in PDF, gratis e senza email.

Perché i modelli generici non bastano

I modelli di preventivo che si trovano in giro vanno bene per qualsiasi mestiere: intestazione, elenco voci, totale, condizioni di pagamento. Funzionano per un idraulico e per un grafico.

Ma la gestione social ha un problema che gli altri lavori non hanno: non si capisce dove finisce. Rispondere ai commenti sì, ma anche ai messaggi? Le grafiche sono comprese? E se il cliente vuole potenziare un post, il budget chi lo mette?

Queste domande, se non hanno una risposta scritta, tornano tutte al terzo mese — e a quel punto rispondere sembra un irrigidimento.

Un preventivo non serve a dire quanto costi. Serve a togliere al cliente il lavoro di immaginare come andrà.

I sei modelli

Sono sei perché le situazioni sono diverse, e usare lo stesso documento per tutte è il modo più rapido per promettere cose che non avevi in mente.

Gestione mensile · tre varianti

Base. Contenuti, pubblicazione, report e gestione messaggi. Grafiche e campagne restano fuori, da concordare a parte.

Con grafiche. Aggiunge i modelli grafici approvati nel primo mese, con la regola sulle revisioni.

Con grafiche e campagne. Aggiunge la gestione delle sponsorizzate, con il budget a carico del cliente.

Strategia. Solo la strategia di contenuto: analisi, posizionamento, pilastri, tono di voce e piano editoriale. Senza produzione né pubblicazione, che sono un'attività separata.

Progetto. Per un lancio o un rifacimento completo dei canali: attività una tantum, con acconto alla firma e saldo alla consegna.

Servizio corto. Audit dei canali o giornata di contenuti: consegna in pochi giorni, pagamento alla conferma.

Le sezioni che fanno la differenza

La struttura è sempre la stessa, e tre parti valgono più delle altre.

«Cosa ho capito». Tre righe che ripetono al cliente quello che ti ha detto, con le sue parole. Sembra superfluo e invece è la parte che fa vincere il preventivo: chi legge si riconosce prima ancora di arrivare al prezzo. Chi salta questa sezione manda un listino, non una proposta.

«Cosa non è compreso». È la sezione che nessuno mette perché sembra negativa. In realtà evita la maggior parte delle discussioni dei mesi successivi, e chi ha budget la legge come un segnale di serietà: significa che sai dove finisce il tuo lavoro.

«Valido fino al». Non è una pressione commerciale, è una data. E le date fanno decidere: senza, il preventivo resta aperto per mesi.

Il processo scritto nel preventivo

La parte che manca in tutti i modelli generici è come si lavora. Nei modelli di gestione mensile è scritta in due sezioni.

Come si parte. Call di avvio entro una settimana dalla firma, seconda call su obiettivi e strategia esistente, e poi il punto che evita più malintesi di tutti: il primo mese non è di pubblicazione. Si raccolgono materiali, si imposta, si approvano i modelli. Si pubblica dal secondo.

Perché scriverlo

Il primo mese di impostazione è quello che evita di rifare tutto al terzo. Ma se non è scritto nel preventivo, il cliente si aspetta di vedere post entro una settimana dalla firma — e ogni giorno che passa sembra un ritardo tuo.

Il mese tipo. Prima settimana: il cliente manda temi e materiali, tu mandi il report del mese precedente. Seconda: invii il piano da approvare. Terza: revisioni e approvazione. Quarta: programmi le uscite del mese dopo.

Scritto così, il ritmo diventa una cosa concordata invece di una serie di solleciti.

Messaggi sì, assistenza no

È la distinzione che nei preventivi generici non esiste, e che invece separa la gestione social dal servizio clienti.

Nei modelli la gestione dei messaggi è compresa, ma vincolata a un documento di domande frequenti che si compila insieme nel primo mese: le risposte previste le dai tu, tutto il resto viene inoltrato al cliente.

Senza quella riga succede una cosa prevedibile: il primo mese rispondi per cortesia a una domanda sui prezzi, il secondo è diventato tuo, e al terzo stai facendo assistenza gratis per un'attività che non è la tua.

Grafiche: la regola della settimana

Nel modello con grafiche c'è una condizione che sembra severa e serve a proteggere entrambi: i modelli grafici si approvano nel primo mese, e ogni modifica sostanziale successiva comporta una sospensione di una settimana.

Non è una penale. Rifare i modelli, applicarli e farli riapprovare richiede tempo reale, e in quella settimana non si pubblica. Se non è scritto, quel tempo diventa un ritardo tuo.

Campagne: il budget non passa da te

Nel modello con campagne il budget pubblicitario resta a carico del cliente e viene pagato direttamente alla piattaforma con una sua carta.

È una scelta pratica e fiscale insieme: se il budget transitasse da te, entrerebbe nel tuo fatturato — e in regime forfettario, dove conta il lordo incassato, significherebbe avvicinarsi al limite per soldi che non sono tuoi.

C'è anche la riga sugli obiettivi: senza un budget concordato e finanziato non possono essere richiesti risultati numerici, e l'attività resta limitata alla crescita organica.

La strategia si vende da sola

Il modello dedicato alla strategia esiste per un motivo pratico: è il servizio più facile da vendere a chi non ti conosce ancora. Costa meno di un impegno mensile, si consegna in un mese, e chi lo compra ti ha già vista lavorare quando arriva il momento di parlare di gestione.

Dentro c'è una condizione che vale la pena tenere: una call di verifica dopo trenta giorni. È quella che fa la differenza tra una strategia usata e una archiviata, ed è anche l'occasione naturale per parlare del passo successivo.

E c'è la riga sulla proprietà: il documento finale è del cliente e può usarlo come vuole, anche con altri fornitori. Scriverlo toglie un dubbio che frena parecchie firme.

Come si usano

Gestione mensile

Una tantum

Preferisci vederli prima? Apri le versioni in PDF: mensile base · con grafiche · con campagne · strategia · progetto · servizio corto

Non è un parere legale o fiscale: sono i modelli che uso io. Adattali al tuo caso e, se il valore lo giustifica, falli leggere a un professionista.

Ricevi le prossime

Una guida a settimana, in italiano, su prezzi, clienti e contenuti. E in regalo quella sui dodici segnali del burnout.

Fatto. Controlla la posta: se non arriva entro due minuti, guarda in promozioni.

Altre guide gratuite

Quanto far pagare come social media manager →Preventivo, contratto e fattura elettronica in forfettario →Calendario editoriale per l'Italia, mese per mese →Lavorare con le agenzie come social media manager →AI per social media manager: cosa delegare e cosa no →Contratto per social media manager: le clausole che servono →Quanto guadagna un social media manager in Italia →