Guida gratuita · AI
Cosa delegare all'AI
e cosa no
Non è una guida entusiasta e non è una guida contraria. È la mappa di dove l'AI fa risparmiare ore vere nel lavoro di una social media manager, dove fa solo perdere tempo, e dove fa danni che scopri mesi dopo.
Il criterio, uno solo
L'AI è brava dove il lavoro consiste nel trasformare qualcosa che esiste già: riscrivere, riassumere, riorganizzare, tradurre, produrre varianti.
È debole dove il lavoro consiste nel sapere qualcosa che lei non può sapere: il tuo cliente, il tuo mercato, cosa è successo alla riunione di martedì.
Non chiederle di sapere. Chiedile di lavorare su quello che sai già tu.
Dove funziona davvero
- Variare. Hai un concetto, ti servono dieci modi di dirlo. Qui è imbattibile
- Riassumere. Una call di un'ora, trenta commenti, un documento lungo
- Strutturare. Appunti sparsi che diventano una scaletta ordinata
- Il primo giro. La bozza da correggere, non il testo finale: ti toglie il foglio bianco, che è la parte che costa di più
- Cercare gli errori. Refusi, incoerenze, ripetizioni, date sbagliate
Dove ti fa perdere tempo
- Decidere la strategia. Ti darà una strategia plausibile e generica, che è la cosa peggiore: sembra buona e non è di nessuno
- Inventare l'idea di partenza. Se non le dai un punto di vista, te ne restituisce uno medio
- I dati recenti. Non sa cosa è cambiato la settimana scorsa, e a volte lo inventa con sicurezza
- Il testo definitivo. Più lo usi grezzo, più il profilo somiglia a mille altri
Dove fa danni
Sui numeri di un cliente: se le chiedi di calcolare o interpretare dati senza controllare, prima o poi metti in un report un numero sbagliato. E il report lo firmi tu.
Sulle informazioni fattuali: date, normative, prezzi, nomi. Inventa con la stessa sicurezza con cui dice cose vere.
Delega quello che sapresti controllare in trenta secondi. Se per verificare il risultato ti serve più tempo di quanto ne hai risparmiato, non l'hai delegato: l'hai solo spostato.
Le immagini generate
Una regola prima di tutte: non generare mai persone che si presume siano reali — il titolare, il team, i clienti, te stessa.
Non è un problema tecnico, è di fiducia. Il giorno in cui qualcuno se ne accorge, mette in dubbio tutto il resto, comprese le cose vere. E le immagini generate si riconoscono sempre meglio.
Funziona invece su sfondi astratti, illustrazioni dichiaratamente tali, mockup per far vedere un'idea al cliente, e concept da dare a un fotografo. Non funziona sul prodotto del cliente, sui luoghi, e su qualsiasi cosa somigli a una prova.
Cosa non caricare mai
Quando un cliente ti dà accessi, contatti o documenti, quei dati non diventano tuoi: li tratti per conto suo. Se finiscono dove non dovrebbero, la responsabilità è di chi li ha spostati.
- Elenchi di contatti dei clienti finali
- Messaggi privati con nomi riconoscibili
- Contratti, bilanci, listini non pubblici
- Credenziali e accessi, mai e in nessuna forma
Si lavora lo stesso anonimizzando: «un cliente del settore ristorazione, dieci tavoli» funziona come il nome vero, e il problema sparisce.
I quattro costi di cui non parla nessuno
- L'omologazione. Se dieci social media manager usano gli stessi strumenti con prompt simili, i profili dei loro clienti cominciano a somigliarsi
- L'atrofia. Scrivere è una competenza che si mantiene esercitandola: se per un anno non scrivi più una prima riga da sola, perdi il giudizio su cosa funziona
- La dipendenza. Chiediti cosa succederebbe al tuo lavoro se lo strumento costasse cinque volte tanto
- L'illusione della velocità. Un lavoro che sembra fatto in venti minuti si finisce per prezzarlo come se valesse venti minuti
Quello che resta comunque tuo: capire come guadagna un cliente, sapere cosa non pubblicare, dire di no a una richiesta fuori perimetro, tenere un rapporto per cinque anni. Sono anche le cose che si pagano di più.
Quattordici guide su AI e metodo
Otto su come usarla nel lavoro quotidiano — prompt, tono di voce, un mese di contenuti in un'ora — e sei sul metodo di lavoro con un assistente, dalle call registrate ai report.
AI + assistente · 17€ ciascuno →Ricevi le prossime
Ti scrivo quando esce una guida nuova, senza calendari fissi e senza spam. Intanto ti mando quella sui dodici segnali del burnout.